La nostra storia PDF Stampa E-mail

IL CLAN/DESTINO


 

“Il Clan/Destino-onlus” è un’Associazione culturale di Auto Mutuo Aiuto, fondata nel settembre 2001 ma presente come gruppo di riflessione e autoaiuto sin dal 1997 al C.R.A. (Comunità Riabilitativa Alta Intensità) di Saronno; è composto da utenti, operatori, familiari e volontari interessati a promuovere il ben-essere nell’ambito della Salute Mentale.  L’Associazione è divenuta Onlus nel 2005.

 

Il nome “Il Clan/Destino”: “Clan” perché siamo in gruppo eterogeneo di utenti, ex utenti, volontari, operatori e cittadini; “Destino” perché riconosciamo tutti, anche se in modi diversi, un comune destino che ci ha avvicinati al disagio nostro e di chi ci sta vicino. La barra di separazione indica che non vogliamo rimanere clandestini, nascosti, invisibili ma vogliamo parlare, incontrare, condividere, creare, costruire, offrire, far conoscere… divertirci.

 

Il direttivo, nominato dall’assemblea dei soci, è composto dal Presidente (utente), dal Vicepresidente (operatore), da un economo (volontario) e da tre consiglieri (un utente e due volontari) e da due collaboratori-uditori senza diritto di voto (un rappresentante ASVAP e un rappresentante U.O.P.).

 

Dal 2001 il Presidente dell’associazione è membro di diritto nella Conferenza del Dipartimento di Salute Mentale e partecipa agli incontri come rappresentante degli utenti dei presidi ospedalieri di Busto Arsizio, Tradate e Saronno. Come associazione siamo presenti e partecipiamo attivamente in numerosi ambiti di coordinamento e tavoli di lavoro: Fareassieme Lombardia (MI), Fareassieme Nazionale (BO o VR), Fareassieme di Saronno,  GLP di Varese (Gruppo di Lavoro Provinciale in Psichiatria), Organismo di Coordinamento ASL Varese; Parole Ritrovate (movimento nazionale, TN), Rete dei Servizi (ascolto del disagio giovanile in ambito scolastico: Comune di Saronno).

 

Principi ispirativi e principali obiettivi:

 

1)   Crede e favorisce l’esperienza del Fareassieme: siamo convinti che la cura e/o il supporto al disagio mentale, deve vedere necessariamente il coinvolgimento alla pari di tutti gli interessati (soggetto,familiari,utenti,operatori,cittadini). Crede nelle loro risorse e nel senso di responsabilità come valore positivo, in una partecipazione attiva e coordinata, attraverso l’ascolto e la condivisione del sapere di tutti, quello esperienziale e quello clinico.

2)  Crede nei principi dell’Empowerment (cioè ritrovare la convinzione della validità delle proprie risorse e potenzialità, attivare quel potere di cura personale di ciascuno, recuperando il proprio benessere, anziché delegare ad altri “la soluzione magica” della propria cura) e della Recovery (cioè riprendere le redini della propria vita, attraverso l’assunzione della propria responsabilità, dell’autodeterminazione e del  diritto/dovere di scelta.). Quindi la persona con disagio psichico vista non solo come paziente problematico ma anche come persona con risorse, portatrice e rappresentante di valori positivi, costruttivi e utili al benessere proprio e del prossimo.

3)  Creare le condizioni perché il gruppo esca da un luogo sanitario (il CRT/CRA) verso una realtà territoriale nella quale essere cittadino attivo e responsabile, dando voce e protagonismo a chi non li ha mai avuti, al fine di realizzare una effettiva inclusione sociale;

4)  Aprire e allargare la partecipazione con altre persone, a tutti gli utenti della UOP e/o a cittadini che non sono necessariamente in rapporto col servizio psichiatrico; favorire l’incontro e condivider progetti con chiunque interessato alle tematiche della salute mentale.

5)  Essere promotore di iniziative di sensibilizzazione, di formazione, di informazione, di eventi e di aggregazione , da solo o in collaborazione con altre agenzie del territorio culturale e sociale, nell’intento di abbattere lo stigma e il pregiudizio intorno al disagio mentale.

6)  Favorire attività in cui il soggetto sia protagonista e a sua volta facilitatore della cura e dell’accudimento verso altre persone in difficoltà, e non solo usufruitore di servizi.

 

Il Clan/Destino”, fin dal suo inizio, ha avuto una caratteristica itinerante.   Abbiamo infatti partecipato a iniziative pubbliche sulla salute mentale un po’ in tutto il territorio nazionale, sempre portando la nostra esperienza e riflessioni: dal Convegno saronnese del 1997 dal titolo “Voglio andare a casa la casa dov’è?” dove abbiamo presentato il nostro primo contributo a più voci, e già cominciavamo a ragionare sui temi dell’autonomia e di un posto visibile nella società, ad una testimonianza nel 1998 a Bologna, nell’ambito di un convegno sulla salute mentale che aveva come tema specifico l’“Abitare in psichiatria”,precorrendo i tempi dell’attuale “Residenzialità leggera”; nel 1999 ci siamo confrontati con la complessa ed interessante esperienza dei gruppi di Self-Help a Trieste, all’interno del Dipartimento di Salute Mentale, nel 2001 alcuni hanno visitato l’O.P.G. di Aversa(NA), confrontandosi sulla delicata tematica della reclusione e contenzione psichiatrica,ecc…..

 

  • Da allora e fino ad oggi….:

 

  • Abbiamo fondato un giornale, inizialmente un semplice formato A3 piegato a metà sino al moderno format attuale, patinato e a colori, dal titolo “Le nostre voci - fuori dal centro”, (regolarmente registrato,con Direttore responsabile un dirigente comunale) giunto ormai all’XI° anno col 23°numero pubblicato.

 

  • Abbiamo incontrato e conosciuto varie realtà associative e dell’auto aiuto nazionale, andando direttamente a “casa loro” e condividendo le rispettive esperienze: il self-help di Trieste, gruppi di Prato, la realtà di Trento: con le Parole Ritrovate e il Fareassieme, la “Casa del sole” e l’assoc. “La panchina”, l’attività degli UFE; poi il self help “Un giovedì da leoni” di Savona ed Altare, la Navicella di Sondrio, il NèP di Como, e poi le diverse realtà milanesi: dalla più storica Oplà, all’esperienza passata a Koinè, alla Tartavela, al Cium e al Ciumbia, e ancora… la Tartavela di Crema, la realtà dei Facilitatori Sociali di Massa Carrara, “Il Nostro Spazio” di Bolzano, il sistema della “Residenzialità Leggera ” di Torino, sino alla recente visita a Radio 180 di Mantova, ecc….

 

  • Abbiamo partecipato a Convegni nazionali con testimonianze (e spesso in più occasioni) a Bologna, Sondrio, Morbegno, Trento, Milano, Livorno, Savona, Pavia, Napoli/Aversa (OPG), Sulmona (Convegno Nazionale AVULSS), Como, Varese,  La Spezia, soli per citarne alcuni …

 

  • Abbiamo partecipato, sempre con interventi programmati, a due importanti Convegni internazionali della WAPR a Milano: “Movimenti in movimento” nel maggio 2006 e “Riabilitazione, empowerment, guarigione ” nel novembre-dicembre 2007; nell’ottobre 2006 siamo andati all’estero, abbiamo portato un contributo al IX° Congresso Mondiale WAPR ad Atene.

 

  • Promuoviamo formazione sull’Empowerment e AutoMutuoAiuto (Corsi a Milano, Castiglione O., Abbiategrasso, Rozzano, Atap di Tradate, Asvap di Saronno, DSM Como, ecc …)

 

  • Promuoviamo gruppi di AutoMutuoAiuto di Comunità, per Uditori di Voci, per l’Abitare in autonomia, e in passato sulla Solitudine.

 

  • Abbiamo organizzato alcuni eventi pubblici:

-    “Ma tirati fuori …”: workshop di Arte-terapia & Musicoterapia in collaborazione con altre associazioni saronnesi,

-    “Il lavoro dell’arte, l’arte del lavoro: unità e divisione nell’uomo”:  mostra d’arte presso il Museo del Lavoro Saronnese, dove in mezzo ai reperti museali erano mischiate opere (quadri, disegni, sculture, fotografie, elaborazioni multimediali, video), sia di artisti professionisti noti che di pazienti, è stata l’occasione anche di incontrare gli studenti con cui si sono organizzati laboratori di improvvisazione grafico-espressiva ;

-    “AscoltarSi…” : grande evento di animazione dal titolo in un istituto cittadino, con la partecipazione di circa 200 studenti, impegnati in un workshop espressivo sulla reciprocità dell’ascolto e conoscenza dei Servizi.

-    ad una serata di sensibilizzazione cittadina a Saronno, specifica sul disagio mentale e i suoi servizi territoriali, a cura de l’assoc. culturale “l’isola che non c’è” ,  un’altra serata recentemente a Turate, secondo l’idea del Fareassieme.

-    “A chi faccio paura?” (ott.2009), un Convegno sul tema della pericolosità sociale, assieme all’ASVAPP4 e alla UOP, secondo la pratica del Fareassieme, in collaborazione e all’interno di un liceo locale

 

  • Facciamo sensibilizzazione e prevenzione in ambito scolastico con un progetto del DSM, e collaboriamo con La Rete dei Servizi x l’ascolto del bisogno nelle scuole, assieme al Comune e ai Servizi territoriali del Distretto di Saronno.

Con questi abbiamo organizzato “AscoltarSi…”

  • Abbiamo promosso un progetto di solidarietà con le popolazioni colpite dallo tzunami in Indonesia del 2004, contribuendo alla costruzione di un pozzo d’acqua. Per l’occasione abbiamo organizzato una raccolta fondi e una serata di informazione, invitando la responsabile del Centro per disturbi mentali locale, appositamente venuta dall’India.
  • collaboriamo al programma innovativo regionale “Consapevolezza della persona con disagio psichico: l’utente diventa facilitatore sociale”, promosso dal DSM della nostra Azienda di Busto Arsizio
  • sosteniamo la neonata cooperativa “SunChi
  • animiamo diverse attività presso al nostra sede: il gruppo organizzativo del matedì matt., i pomeriggi di risocializzazione al martedì e al giovedì, la cena del mercoledì sera “aperto a chi porta”, e poi ancora: un laboratorio teatrale, il giornale, “serate, uscite, gite, grigliate,viaggi e vacanze per il nostro benessere …

 

 

Il Clan/destino