Il gruppo "FARE ASSIEME" , una decina di persone tra utenti, familiari, operatori e volontari, si è costituito all’inizio del 2005.
Lo stimolo a ritrovarci e confrontarci è stato il convegno "Le Parole Ritrovate" di Milano dell’aprile 2005.
Gli organizzatori del Convegno, sapendo che a Saronno erano vive alcune esperienze condivise fra più attori , ci hanno invitato per darne testimonianza.
Da lì abbiamo costituito un gruppo, che in questi anni si è incontrato più o meno ogni due mesi, e abbiamo iniziato a confrontarci sul nostro fare assieme.
Riteniamo che la collaborazione tra tutti gli attori coinvolti all’interno del mondo del disagio psichico possa essere arricchente . Fare Assieme per noi significa condividere tempi, spazi, esperienze e progetti tra familiari, utenti, volontari e operatori per uscire dalla sofferenza profonda, dalla solitudine, dall’impotenza e dalla delega all’altro.
Significa quindi recuperare responsabilità e protagonismo, andare oltre le contrapposizioni inutili tra i diversi attori e dare valore ai saperi e all’esperienza di ciascuno.
La nostra esperienza ci dice che fare assieme è bello, ma non semplice.
E’ difficile, infatti, uscire da schemi istituzionali/sanitari cristallizzati riguardanti la cura del disagio psichico: spesso gli utenti sono passivi, i familiari sono chiusi nella loro casa e nella loro singola situazione, gli operatori e i volontari sono troppo attivi e lasciano poco spazio agli altri attori.
Dobbiamo e vogliamo uscire dalla logica del "fare per" e andare verso quella del "fare con".
Ci stiamo provando e i risultati un po’ si vedono.
Il nostro gruppo nell’ultimo anno si è occupato dell'offerta di un'opportunità abitativa per tutte quelle persone che hanno svolto un programma riabilitativo e che sono pronte ad una maggior autonomia, pur necessitando di un supporto per qualche momento della giornata e/o della settimana di operatori che aiutino a svolgere qualche attività legata al vivere quotidiano o stimolino momenti di socializzazione.
Nel nostro territorio è presente una comunità riabilitativa ad alta intensità assistenziale (CRA) e aprirà nell’autunno una comunità a media intensità assistenziale. Manca, invece, la cosiddetta "residenzialità leggera" prevista dai nuovi indirizzi regionali, cioè abitazioni inserite nel contesto urbano dove due/tre/quattro persone possano condividere un appartamento e la vita quotidiana.
La relazione dell'assistente sociale Colombo documenta estesamente le nostre iniziative per attivare un progetto di "residenzialità leggera" che coinvolga poi l’Unità Operativa di Psichiatria di Saronno e il Dipartimento di Salute Mentale.
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